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Matej Frank è un artista visuale polacco, classe 1989, lavora a Wrocław in Polonia e vive a Opava, in Repubblica Ceca.

Il  progetto di residenza si è svolto  in collaborazione con Associazione Barriera nel cui spazio ha potuto realizzare la performance “Entropia”.

La performance, che nasce come tributo alla Galleria d’arte “Galeria Entropia” di Wrocław, e’ stata trasmessa in streaming dalla sala di Associazione Barriera alla galleria polacca; l’artista ha dedicato la sua opera al trentesimo anno di attività della galleria, ogni suo aspetto è studiato in modo che sia una performance chiaramente leggibile e descrittiva del fenomeno dell’entropia.

Il metodo di lavoro di Matej Frank è molto semplice e allo stesso tempo impegnativo e complesso: le sue opere, che siano azioni, sculture, pitture, partano tutte dall’idea di fondo di raccontare un determinato fenomeno, una determinata esperienza. L’artista trova nel mondo e nei suoi mutamenti la fonte primaria del suo lavoro: si occupa dello spazio in relazione al tempo, al movimento, al corpo e al suono.

Per la performance “Entropia” Matej ha tratto ispirazione anzitutto dal libro “A Brief History of Time” di Stephen Hawking, che lo ha portato ad interessarsi ad una trasposizione visuale del fenomeno dell’entropia, la misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento.

Nella realizzazione dell’opera ad Associazione Barriera, l’artista ha scelto di dipingere sul muro 1.500 punti bianchi e neri (numero non casuale, ma che rappresenta la cifra di ogni evento da 30 anni a questa parte della Galeria Entropia), cancellandoli e sostituendoli di volta in volta, fino ad arrivare all’equilibrio perfetto tra i due colori.

L’atto performativo ha iniziato ad interessare Matej dopo la scultura, il suo media preferito: il movimento nello spazio è un ottimo mezzo per un artista visuale che vuole esplorare nuovi tipi di comunicazione in correlazione con le strutture, che possono essere aperte all’improvvisazione o precedentemente preparate, come in questo caso, anche con l’aiuto di disegni che illustrano quello che avverrà, il risultato che si vuole raggiungere.

Quello che interessa a Matej è il linguaggio visuale, prendere un dato fenomeno e trasporlo, tradurlo per chi guarda.

L’arte di Matej è il suo modo di guardare il mondo, un punto di vista universale ma prettamente soggettivo, che può essere condiviso e dà spazio a diverse interpretazioni: “La mia arte si può capire su diversi livelli, non nascondo il significato del mio lavoro”.

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